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ERC Starting Grant & Ricerca Clinica
ERC Starting Grant & Ricerca Clinica
L’evento formativo, in programma presso la Sala Solesin di Palazzo Lombardia in data 16 luglio, intende fornire una panoramica sullo European Research Council (ERC) Starting Grant e sugli elementi chiave per la preparazione di una proposta competitiva, attraverso il contributo di esperti, valutatori e vincitori ERC. L’iniziativa pone particolare attenzione alla ricerca clinica, con l’obiettivo di evidenziare come i finanziamenti ERC rappresentino un’opportunità concreta anche per i clinici che vogliano presentare progetti di ricerca di frontiera.
Evento di presentazione dei progetti vincitori dei Bandi EP PERMED, ERDERA e THCS JTC 2025
Un nuovo evento è alle porte in casa Fondazione.
In data 7 luglio, presso la Sala Solesin, situata al 1° piano (Ingresso N4) di Palazzo Lombardia, si terrà un appuntamento importante, durante il quale verranno presentati i progetti finanziati nell’ambito delle partnership europee, di cui FRRB è parte integrante in veste di funding agency.
Di seguito, ecco l’agenda completa:


Evento di presentazione dei progetti vincitori – I° Edizione Bando Consolidator
In data 24 giugno 2026, presso la Sala Belvedere (39° piano) di Palazzo Lombardia si terrà il nostro nuovo evento istituzionale utile al fine di presentare gli 11 progetti ammessi a finanziamento nell’ambito del Bando Consolidator – I° Edizione.
Per visualizzare tutte le info legate all’agenda ed effettuare eventualmente l’iscrizione valida per prendere parte all’appuntamento ecco il link di riferimento.


2ⁿᵈ SIO Europe & 12ᵗʰ International ARTOI Congress
2ⁿᵈ SIO Europe & 12ᵗʰ International ARTOI Congress
Il Direttore Generale Veronica Comi e la Responsabile Funzione Bandi Europei Giulia Rossignolo, in veste istituzionale, partecipano al 2nd SIO Europe & 12th International ARTOI Congress di Roma.
In occasione dell’evento, programmato su tre giorni dall’8 al 10 maggio compreso, si terranno diversi appuntamenti di rilievo i cui temi principali saranno:
- Quality Criteria in Integrative Oncology: metodologia europea per la definizione di linee guida e criteri di evidenza clinica.
- Gender Medicine: personalizzazione delle terapie in base al genere.
- Nutrizione e oncologia: ruolo dell’alimentazione nella prevenzione e nel trattamento del cancro.
- Esercizio fisico e terapie corpo-mente: yoga, shiatsu, osteopatia, riflessologia, riabilitazione e benessere integrato.
- Psico-oncologia e Coaching: il supporto emotivo e mentale nel percorso terapeutico.
- Lifestyle Medicine: prevenzione, sostegno durante i trattamenti e qualità della vita nella sopravvivenza al cancro.
- Intelligenza artificiale e innovazione: nuove frontiere delle terapie integrate in oncologia.
- Educazione e formazione: modelli didattici e contenuti trasferibili a livello internazionale.
- Otto discipline chiave dell’Oncologia Integrata Europea: medicina antroposofica, ayurvedica, omeopatia classica, ipnosi clinica, medicina mente-corpo, infermieristica integrativa, fitoterapia, medicina tradizionale cinese e agopuntura.
- Metodologia della ricerca in Oncologia Integrata: strumenti tradizionali e innovativi, accesso ai finanziamenti.
- Microbiota e cancro: nuove prospettive terapeutiche.
- Modelli di integrazione tra Medicina Integrata e Oncologia: lezioni apprese dalle cure palliative e di supporto.
Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma del Congresso, che sarà un crocevia di idee e competenze in presenza di relatori di fama mondiale, ecco il link di riferimento.
TRIAL-ME: ESSENTIALS OF CLINICAL TRIAL WRITING & PROTOCOL DEVELOPMENT
TRIAL-ME: ESSENTIALS OF CLINICAL TRIAL WRITING & PROTOCOL DEVELOPMENT
La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, di seguito FRRB, vede nella formazione uno dei suoi pilastri fondanti. L’attività formativa comprende sia corsi a favore dei dipendenti sia iniziative e percorsi gratuiti a supporto del personale scientifico e amministrativo presente sul territorio.
Il primo, in ordine di tempo e organizzato in collaborazione con il provider Ancilab, è un ciclo di 4 incontri che avrà inizio in data 4 maggio 2026 con l’evento formativo denominato “TRIAL-ME: Essentials of Clinical Trial Writing & Protocol Development”.
Quest’ultimo, che prevede 3 crediti formativi da richiedere qui, nasce con due obiettivi ben definiti:
- fornire ai professionisti del SSR gli strumenti pratici per trasformare un’idea di ricerca in un progetto clinico di successo, solido nel budget e tutelato nel suo valore innovativo;
- sviluppare nei partecipanti una comprensione approfondita delle diverse tipologie di trial clinici e del loro razionale scientifico, fornendo gli strumenti necessari per redigere un protocollo di studio chiaro, rigoroso e conforme alle normative nazionali e internazionali.
Per quanto riguarda i docenti, invece, ecco i profili individuati:
- Elio Riboli, Chair in Cancer Epidemiology and Prevention at Imperial College London;
- Giovanni Apolone, Chairperson dell’Organisation of European Cancer Institutes;
- Giuseppe Lauria Pinter, Direttore Scientifico della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta”.
Il corso (gratuito) come da programma avrà inizio alle 09:30, con accreditamento previsto a partire dalle 09:00 presso l’ingresso N4 di Palazzo Lombardia in Piazza Città di Lombardia a Milano, e terminerà intorno alle 13:00 a seguito del test finale.
Per ultime, ma non meno importanti, di seguito si condividono ulteriori informazioni, e l’agenda complessiva, legate ai successivi tre incontri in programma nell’ambito del ciclo formativo descritto in premessa:
- 10 giugno (da remoto): dalle 14:00 alle 15:30;
- 8 luglio (da remoto): dalle 14:00 alle 15:30;
- 11 novembre (in presenza): dalle 09:30 alle 13:00.

BOOM PER IL MERCATO GLOBALE DELLA FORMAZIONE AZIENDALE: ENTRO I PROSSIMI 10 ANNI PREVISTI RICAVI VICINI A QUOTA 700 MILIARDI DI EURO (+48% SUL 2025)
Annachiara De Rubeis – 23/12/2025 10:08:10
Per quanto riguarda l’Europa, l’asset chiuderà l’anno complessivo, sfiorando i 15 miliardi complessivi di entrate. I paesi più emergenti? Sicuramente Regno Unito e Germania, i quali stanno focalizzando attenzione e investimenti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale al fine di velocizzare e perfezionare le tecniche di apprendimento dei corsisti. Ma ci sono anche la Spagna, che punta su digitalizzazione e flessibilità della propria offerta formativa, e l’Italia attraverso iniziative “taylormade” messe a terra per strutturare piani di formazione e programmare corsi su misura per ogni dipendente a seconda delle proprie esigenze specifiche
“La capacità di apprendere più velocemente dei vostri concorrenti potrebbe essere il solo vantaggio competitivo che avete”: queste le parole dell’imprenditore olandese Arie De Geus che mette in risalto, e non poco, il valore e l’importanza dell’apprendimento e della formazione, costante e mirata, all’interno di aziende e organizzazioni che puntano ad acquisire sempre più autorità nel proprio settore di competenza. Il medesimo concetto, stando a una serie di ricerche condotte sulle principali testate internazionali del settore delle aziende dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, realtà nata con l’obiettivo di valorizzare la ricerca e i ricercatori a 360° che promuove la crescita professionale e personale dei propri dipendenti attraverso proposte e piani ad hoc, assume ancora più rilevanza considerando sia la quotidianità sia, in particolar modo, le prospettive future.
La Spagna, invece, scommette fortemente sul digitale e sul lavoro da remoto e, per questo motivo, vuole offrire, sempre più in vista dei prossimi anni, corsi immersivi e flessibili che professionisti di tutte le età possono seguire da casa al fine di garantire loro anche un miglior equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa. E l’Italia? Secondo Research & Markets chiuderà l’anno corrente con ricavi pari a 5 miliardi, tenendo in considerazione il mercato di riferimento. Restando in ottica Bel Paese, ad emergere è l’attenzione delle imprese italiane nell’offerta formativa, strutturata per migliorare la produttività dei dipendenti. In quali città si trovano le aziende più virtuose? Roma, Torino e Milano, metropoli in cui hanno sede realtà che vedono nella formazione un asset strategico come la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB). “Come già anticipato da Arie De Geus la capacità di apprendimento risulta un vantaggio competitivo dinanzi ai propri competitor – afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica.
Per la news integrale su La Mia Finanza.
Formazione aziendale, boom entro dieci anni in Europa secondo FRRB
Incrociando articoli prestigiosi internazionali, la realtà lombarda nata con l’obiettivo di valorizzare la ricerca e i ricercatori a 360 gradi ipotizza una crescita dei ricavi di qui a dieci anni per il settore della formazione aziendale europea di quasi il 50%.
La formazione aziendale si prepara a dieci anni di crescita esponenziale in tutta Europa, arrivando a toccare i 700 miliardi di euro. E’ la conclusione alla quale è giunta la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, mettendo a confronto i dati contenuti in una serie articoli internazionali dedicati a questo particolare tipo di mercato.
Rispetto all’anno che ci stiamo lasciando alle spalle, la realtà lombarda nata con l’obiettivo di valorizzare la ricerca e i ricercatori a 360 gradi, prevede un incremento di qui a dieci anni pari a circa il 48% dei ricavi rispetto ai 15 miliardi toccati in tutta Europa attualmente.
I Paesi emergenti? Sicuramente Regno Unito e Germania, grazie ai loro investimenti più mirati sull’IA, allo scopo di velocizzare e perfezionare le tecniche di apprendimento dei corsisti. Non mancano però realtà interessanti anche in Spagna, che punta su digitalizzazione e flessibilità della propria offerta formativa, e in Italia, dove ci si è focalizzati soprattutto su iniziative di formazione su misura per ogni dipendente.

Sulle previsioni frutto dell’incrocio tra più fonti, ha detto Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica: «Come già anticipato da Arie De Geus, la capacità di apprendimento risulta un vantaggio competitivo dinanzi ai propri competitor. In qualità di azienda di spicco nel nostro asset siamo chiamati ad essere sempre più performanti ed efficaci e, al fine di restare al passo con i tempi, crediamo che la formazione sia il volano per arricchire il bagaglio tecnico e cognitivo dei nostri professionisti. Questi ultimi sono gli artefici dei nostri risultati e della crescita di Fondazione sia in termini operativi sia a livello di brand awareness e, proprio per questo, vogliamo garantire loro l’opportunità di crescere sia personalmente sia professionalmente. Come? Ogni anno viene richiesto ai dipendenti, molto attenti ad analizzare i principali trend di mercato oltre alle esigenze di Enti e ricercatori, quali necessità formative hanno e, a seguito di confronti interni anche con i componenti del Consiglio di Amministrazione, viene redatto un piano specifico contenente possibili percorsi formativi loro utili al fine di ottenere le skill ricercate. Attraverso questa modalità siamo in grado di offrire corsi di aggiornamento su misura o taylormade. D’altronde, un dipendente che viene ascoltato e formato, risulta anche più stimolato a crescere e, di conseguenza, a far crescere la realtà per cui lavora».
Alle parole della DG, fanno seguito ulteriori indicazioni di scenario legate ai trend che caratterizzeranno il settore della formazione aziendale in vista dei prossimi anni. Qui torna di moda l’approfondimento a cura di EinPressWire, che concentra l’attenzione sull’intelligenza artificiale e i cosiddetti software “AI-addicted” con i quali è possibile fornire vere e proprie training experience attraverso l’aiuto di un’altra tecnologia di grande valore ed impatto quale la realtà virtuale.
Grazie a queste ultime è infatti possibile far vivere ai corsisti autentiche riproduzioni di situazioni reali al fine di mettere in pratica quanto appreso durante la parte teorica del corso in questione. La stessa rivista cita anche l’esempio dell’Irlanda, in cui è stato pensato un software capace, a cadenza variabile, di mettere in risalto le carenze dei dipendenti e, di conseguenza, di indicare agli HR leader, o responsabili delle risorse umane, come intervenire tempestivamente e aiutare i professionisti ad aggiornarsi, restando così allineati e pronti ad affrontare le nuove sfide che offre il panorama lavorativo attuale.
Per la news integrale su People Are People.
Imprese: mercato globale formazione verso 700 mld entro 10 anni -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 20 dic – Veronica Comi, direttore generale della Fondazione regionale della Lombardia per la ricerca biomedica, afferma in una nota che ‘la capacita’ di apprendimento risulta un vantaggio dinanzi ai propri competitor’. Comi porta l’esempio della Fondazione, dove viene chiesto ai dipendenti di indicare le proprie necessita’ formative tramite le quali – dopo confronti interni con il cda – viene definito ‘un piano specifico con percorsi formativi su misura’, in quanto ‘un dipendente che viene ascoltato e formato, risulta piu’ stimolato a crescere e, di conseguenza, a far crescere la realta’ per cui lavora’.
Guardando ai prossimi anni, le prospettive di crescita del settore sono legate soprattutto all’integrazione tra intelligenza artificiale e nuove tecnologie immersive.
Secondo uno studio di EinPressWire, infatti, stanno emergendo software di tipo “AI-addicted” capaci di “fornire vere e proprie training experience attraverso l’aiuto di un’altra tecnologia di grande valore ed impatto quale la realta’ virtuale”. In Irlanda, viene citato un sistema che analizza periodicamente le carenze dei dipendenti e fornisce indicazioni operative ai responsabili delle risorse umane su come intervenire, consentendo aggiornamenti mirati.
imt-com
(RADIOCOR) 20-12-25 12:07:29 (0205) 5 NNNN
Per la news integrale su Borsa Italiana.
Boom per il mercato della formazione aziendale, +48% nei prossimi 10 anni
“La capacità di apprendere più velocemente dei vostri concorrenti potrebbe essere il solo vantaggio competitivo che avete”: mai banali le parole dell’imprenditore olandese Arie De Geus che mette in risalto, e non poco, il valore e l’importanza dell’apprendimento e della formazione, costante e mirata, all’interno di aziende e organizzazioni che puntano ad acquisire sempre più autorità nel proprio settore di competenza. Il medesimo concetto, stando a una serie di ricerche condotte sulle principali testate internazionali del settore dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, realtà nata con l’obiettivo di valorizzare la ricerca e i ricercatori a 360° che promuove la crescita professionale e personale dei propri dipendenti attraverso proposte e piani ad hoc, assume ancora più rilevanza considerando sia la quotidianità sia, in particolar modo, le prospettive future. A tal proposito arrivano conferme da un recente approfondimento a firma di Allied Market Research che focalizza l’attenzione sull’esplosione del mercato globale della formazione aziendale, chiamata anche “corporate training”: entrando più nel dettaglio, si prevede che l’asset sfiorerà i 700 miliardi di fatturato entro i prossimi 10 anni (+48% sul 2025). Sulla medesima lunghezza d’onda, in termini contenutistici, si dimostra EinPressWire che si concentra proprio sull’anno corrente, il quale si chiuderà con ricavi superiori a quota 300 miliardi. E ancora, Linkedin offre una visione prettamente europea del mercato del corporate training: a livello di entrate, il 2025 si chiuderà con circa 15 miliardi di euro ricavi. Entro i prossimi 8 anni, è previsto un ulteriore incremento superiore a quota 23 miliardi con una crescita media annuale composta dell’8%. I paesi più lungimiranti del Vecchio Continente? Sicuramente Regno Unito e Germania che, per quanto riguarda la crescita formativa dei singoli lavoratori, puntano su corsi molto specializzati, soprattutto, sull’utilizzo di tool e piattaforme d’intelligenza artificiale, la tecnologia del momento secondo i principali esperti globali.
La Spagna, invece, scommette fortemente sul digitale e sul lavoro da remoto e, per questo motivo, vuole offrire, sempre più in vista dei prossimi anni, corsi immersivi e flessibili che professionisti di tutte le età possono seguire da casa al fine di garantire loro anche un miglior equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa. E l’Italia? Secondo Research & Markets chiuderà l’anno corrente con ricavi pari a 5 miliardi, tenendo in considerazione il mercato di riferimento. Restando in ottica Bel Paese, ad emergere è l’attenzione delle imprese italiane nell’offerta formativa, strutturata per migliorare la produttività dei dipendenti. In quali città si trovano le aziende più virtuose? Roma, Torino e Milano, metropoli in cui hanno sede realtà che vedono nella formazione un asset strategico come la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB). “Come già anticipato da Arie De Geus la capacità di apprendimento risulta un vantaggio competitivo dinanzi ai propri competitor – afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – In qualità di azienda di spicco nel nostro asset siamo chiamati ad essere sempre più performanti ed efficaci e, al fine di restare al passo con i tempi, crediamo che la formazione sia il volano per arricchire il bagaglio tecnico e cognitivo dei nostri professionisti. Questi ultimi sono gli artefici dei nostri risultati e della crescita di Fondazione sia in termini operativi sia a livello di brand awareness e, proprio per questo, vogliamo garantire loro l’opportunità di crescere sia personalmente sia professionalmente. Come? Ogni anno viene richiesto ai dipendenti, molto attenti ad analizzare i principali trend di mercato oltre alle esigenze di Enti e ricercatori, quali necessità formative hanno e, a seguito di confronti interni anche con i componenti del Consiglio di Amministrazione, viene redatto un piano specifico contenente possibili percorsi formativi loro utili al fine di ottenere le skill ricercate. Attraverso questa modalità siamo in grado di offrire corsi di aggiornamento su misura o taylormade. D’altronde, un dipendente che viene ascoltato e formato, risulta anche più stimolato a crescere e, di conseguenza, a far crescere la realtà per cui lavora”.
Fanno seguito alle parole di Veronica Comi, ulteriori indicazioni di scenario legate ai trend che caratterizzeranno il settore della formazione aziendale in vista dei prossimi anni. Qui torna di moda l’approfondimento precedentemente citato a cura di EinPressWire, il quale concentra l’attenzione sull’intelligenza artificiale e i cosiddetti software “AI-addicted” con i quali è possibile fornire vere e proprie training experience attraverso l’aiuto di un’altra tecnologia di grande valore ed impatto quale la realtà virtuale. Grazie ad esse, infatti, è possibile far vivere ai corsisti autentiche riproduzioni di situazioni reali al fine di mettere in pratica quanto appreso durante la parte teorica del corso in questione. Sempre stando alla medesima fonte, in Irlanda è stato pensato un software capace, a cadenza variabile, di mettere in risalto le carenze dei dipendenti e, di conseguenza, di indicare agli HR leader, o responsabili delle risorse umane, come intervenire tempestivamente e aiutare i professionisti ad aggiornarsi, restando così allineati e pronti ad affrontare le nuove sfide che offre il panorama lavorativo attuale.
Per la news integrale su Il Giornale.
Evento di presentazione dei 18 progetti vincitori del Bando di Ricerca Collaborativa Under 40
In data 30/01/2026, presso la Sala Belvedere di Palazzo Lombardia verranno ufficialmente presentati e celebrati i 18 progetti vincitori del Bando di Ricerca Collaborativa Under 40.
Attraverso questo bando la Fondazione ha voluto individuare e premiare iniziative progettuali innovative capaci di promuovere/consolidare la carriera indipendente di giovani ricercatori. I progetti, entrando più nel dettaglio, hanno evidenziato la possibilità di fornire risultati a loro volta riutilizzabili come base per progetti più complessi, con potenzialità traslazionali di rapido impatto e trasferimento al Sistema Sanitario Regionale, tenendo sempre conto delle implicazioni etiche e sociali.
Le aree tematiche identificate dall’iniziativa sopra descritta? Eccole di seguito:
· Innovazioni diagnostico-terapeutiche in ambito pediatrico;
· Ingegneria tissutale e medicina rigenerativa;
· Antibiotico-Resistenza;
· Oncologia.
Per registrarsi e prendere parte all’appuntamento di seguito condividiamo il link di riferimento (all’interno del medesimo collegamento troverete anche l’agenda con tutte le informazioni): https://www.eventbrite.com/e/presentazione-progetti-vincitori-bando-di-ricerca-collaborativa-under-40-tickets-1978826797219?aff=oddtdtcreator.

Frrb rilancia il Bando Giovani Early Career Award: 9 milioni per ricerca biomedica e talenti under 40
La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica stanzia 9 milioni per la terza edizione dell’Early Career Award: fino a 750 mila euro a progetto in cardiologia, neuroscienze, oncologia e farmacologia

«Investire sui giovani e sulle loro potenzialità è l’unica via per restare al passo con i tempi e affrontare il domani con maggiore consapevolezza e positività». Con queste parole, Andrea Donnini, presidente del consiglio di amministrazione di FRRB, accompagna l’emanazione del Bando Giovani Early Career Award – III Edizione. Le aree tematiche identificate dal bando? Medicina cardiovascolare, medicina del sistema nervoso, oncologia e farmacologia sperimentale. «Per ogni progetto ammesso a finanziamento sarà versato un contributo massimo pari a € 750.000», aggiunge Veronica Comi, direttore generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica.
Lanciato in collaborazione con Regione Lombardia, il bando punta a sostenere i giovani ricercatori più promettenti che propongono progetti innovativi in ambito biomedico, permettendo loro di iniziare o di consolidare la propria carriera indipendente grazie ad un finanziamento totale pari a 9 milioni di euro. «Dopo la grande partecipazione alla prima e della seconda edizione, scendiamo nuovamente in campo a supporto dei giovani ricercatori», spiega Donnini. «Il bando è aperto a giovani italiani o stranieri che desiderano sviluppare un progetto di ricerca presso un ente del sistema sanitario regionale come ASST, IRCCS, ATS, Università, Organismi di Ricerca o AREU con sede in Lombardia. L’ente che gestirà il finanziamento dovrà garantire al giovane ricercatore le migliori condizioni affinché il progetto possa essere realizzato con successo».
Per la news integrale sul sito del Corriere della Sera.
EUPHORIA: Presentazione dei bandi delle Partnership Europee
Soddisfazione, felicità… euforia, anzi “Euphoria”.
In data mercoledì 4 dicembre la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, rappresentata per l’occasione dalla Responsabile Funzione Bandi Europei Giulia Maria Rossignolo e dall’Addetto alle Partnership Europee Fabio Rondini, si è tenuto un corso di formazione dalle 10:00 alle 13:00, denominato proprio Euphoria, con l’obiettivo di presentare nel dettaglio i bandi delle partnership europee e aiutare ricercatori e professionisti del settore a scoprire tutte le loro incredibili opportunità.
La location scelta per il corso è stata la Sala Solesin situata all’interno di Palazzo Lombardia (primo piano, Ingresso N4).
Per scaricare una breve guida operativa con alcuni spunti per partecipare ai bandi europei potete cliccare il seguente link.
Giovani ricercatori, pubblicato il bando “Giovani Early Career Award”. Finanziamenti fino a 750.000 euro per progetti innovativi
Sarà necessario sviluppare il progetto di ricerca presso un ente del sistema sanitario regionale con sede in Lombardia
E’ stato pubblicato ufficialmente il Bando Giovani Early Career Award, giunto ormai alla sua terza Edizione. Lanciato dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica in collaborazione con Regione Lombardia, punta a sostenere i giovani ricercatori più promettenti che propongono progetti innovativi in ambito biomedico, permettendo loro di iniziare o di consolidare la propria carriera indipendente grazie ad un finanziamento totale pari a 9 milioni di euro, con contributo massimo pari a € 750.000. Aree tematiche identificate dal bando: medicina cardiovascolare, medicina del sistema nervoso, oncologia e farmacologia sperimentale.
Giovani e lavoro: mancano le opportunità di carriera
«La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità»: mai banali le parole del filosofo e drammaturgo Lucio Anneo Seneca che mettono in luce due concetti di grande importanza, ovvero talento e opportunità. Si tratta di termini dal forte significato, soprattutto, considerando l’attuale panorama internazionale con diversi giovani al centro dell’attenzione. Entrando più nel dettaglio, stando ai più recenti approfondimenti dell’International Labour Organization (ILO), il 12% dei cosiddetti “young worker” non trova opportunità di carriera adeguate. Tramite la medesima fonte si evidenzia come i giovani incontrano spesso ostacoli nel trovare impieghi di qualità, soprattutto nel passaggio dal primo impiego a posizioni di carriera superiori. Focalizzando l’attenzione poi sull’Italia, si nota come da tempo incomba lo spettro dei NEET, ovvero dei giovani con età compresa tra i 15 e i 29 anni che risultano fuori dal circuito formativo e lavorativo con una percentuale pari al 16% secondo l’Istat. Al fine di riuscire nell’impresa di invertire il trend, e supportare così la crescita personale e professionale dei giovani, emergono fortunatamente diverse iniziative a cura delle aziende globali. Lo dettaglia il World Economic Forum, che concentra l’attenzione su campagne di sensibilizzazione e persino alleanze tra organizzazioni e imprese di settori variegati.
Bando Giovani Early Career Award
Nell’ambito medico-scientifico, è interessante il Bando Giovani Early Career Award, giunto ormai alla sua terza edizione. «Dopo la grande partecipazione alla prima e alla seconda edizione, scendiamo nuovamente in campo a supporto dei giovani ricercatori – afferma Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Il bando è aperto a giovani italiani o stranieri che desiderano sviluppare un progetto di ricerca presso un ente del sistema sanitario regionale come ASST, IRCCS, ATS, Università, Organismi di Ricerca o AREU con sede in Lombardia. L’ente che gestirà il finanziamento dovrà garantire al giovane ricercatore le migliori condizioni affinché il progetto possa essere realizzato con successo».
Le specifiche del bando
Ecco le specifiche del bando. Le aree identificate dall’iniziativa sono medicina cardiovascolare, medicina del sistema nervoso, oncologia e, per ultima ma non meno importante, la farmacologia sperimentale. «Investire nella ricerca e nelle potenzialità dei singoli ricercatori è l’unica via per promuoverli e valorizzarli nel migliore dei modi – aggiunge Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Per ogni singolo progetto della durata di 36 mesi verrà messo a disposizione un finanziamento pari a € 750.000. In vista del futuro, puntiamo sempre di più a diventare un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale e, proprio per questo, siamo chiamati ad essere attenti e meticolosi nell’analizzare le esigenze del panorama clinico/scientifico contemporaneo. In questo modo saremo in grado di strutturare bandi mirati ed efficaci, a supporto di ricercatori e professionisti del settore capaci di offrire un contributo valido».
Per la news integrale su Il Messaggero.
La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica rilancia il bando Giovani Early Career Award con un finanziamento da 9 milioni
«Investire sui giovani e sulle loro potenzialità è l’unica via per restare al passo con i tempi», così Andrea Donnini, presidente del Consiglio di amministrazione di FRRB, presenta il bando Giovani Early Career Award – terza edizione
I giovani incontrano spesso ostacoli nel trovare impieghi di qualità, soprattutto nel passaggio dal primo impiego a posizioni di carriera superiori. Sull’Italia da tempo incombe lo spettro dei Neet, ovvero dei giovani con età compresa tra i 15 e i 29 anni che risultano fuori dal circuito formativo e lavorativo con una percentuale pari al 16%, secondo l’Istat. Per invertire il trend, sono diverse le iniziative a cura delle aziende.
Il bando Giovani Early Career Award
Per quanto riguarda l’ambito medico-scientifico c’è il bando Giovani Early Career Award, giunto ormai alla sua terza edizione. Quest’ultimo, lanciato dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica in collaborazione con Regione Lombardia, punta a sostenere i giovani ricercatori più promettenti che propongono progetti innovativi in ambito biomedico, permettendo loro di iniziare o di consolidare la propria carriera indipendente grazie ad un finanziamento totale pari a 9 milioni di euro.?
«Dopo la grande partecipazione alla prima e della seconda edizione, scendiamo nuovamente in campo a supporto dei giovani ricercatori», sottolinea Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. «Il bando è aperto a giovani italiani o stranieri che desiderano sviluppare un progetto di ricerca presso un ente del sistema sanitario regionale come Asst, Irccs, Ats, Università, Organismi di Ricerca o Areu con sede in Lombardia».
Per ogni singolo progetto 750.000 euro
Quattro le aree identificate dall’iniziativa: medicina cardiovascolare, medicina del sistema nervoso, oncologia e, per ultima ma non meno importante, la farmacologia sperimentale. «Investire nella ricerca e nelle potenzialità dei singoli ricercatori è l’unica via per promuoverli e valorizzarli nel migliore dei modi», aggiunge Veronica Comi, direttore generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. «Per ogni singolo progetto della durata di 36 mesi verrà messo a disposizione un finanziamento pari a 750.000 euro. Siamo chiamati ad essere attenti e meticolosi nell’analizzare le esigenze del panorama clinico/scientifico contemporaneo. In questo modo saremo in grado di strutturare bandi mirati ed efficaci, a supporto di ricercatori e professionisti del settore capaci di offrire un contributo valido».
Per la news integrale su Milano Finanza.
Chiusura degli uffici di FRRB per festività e ponti: febbraio 2026 – gennaio 2027
A seguito di Decreto DG num. 211_2025, il Direttore Generale di FRRB ha disposto la chiusura degli uffici della Fondazione per festività e ponti nelle seguenti date:
- 1 giugno 2026;
- 10 – 14 agosto 2026 (compresi);
- 17 – 21 agosto 2026 (compresi);
- 24 dicembre 2026;
- 31 dicembre 2026;
- 4 gennaio 2027;
- 5 gennaio 2027.
Per ulteriori aggiornamenti o dettagli continuate a seguirci sul nostro sito e sui canali social.
BRAIN-BANDO DI RICERCA: APPROCCIO, INTERPRETAZIONE, NAVIGAZIONE
FRRB fa rima con formazione!
In data 27 novembre, la Dott.ssa Paola Rebagliati, Responsabile Area Bandi, Progetti e Qualità della nostra Fondazione, e la Dott.ssa Erica Torti, Responsabile Funzione Bandi Regionali di FRRB, hanno tenuto un corso in veste di docenti dal titolo “Brain-Bando di Ricerca: Approccio, Interpretazione, Navigazione” in collaborazione con Ancilab. Per l’occasione, attraverso l’analisi guidata di testi di bando differenti, i partecipanti hanno avuto modo di imparare ad individuare gli elementi chiave, le richieste specifiche e le criticità più frequenti nella preparazione delle proposte; la seconda parte del corso, invece, è stata dedicata alla discussione di casi reali, offrendo un confronto pratico sulle modalità di stesura e gestione delle proposte progettuali.
L’obiettivo dell’iniziativa? Rafforzare le competenze tecnico-amministrative ed economiche necessarie per una partecipazione consapevole ed efficace ai bandi di ricerca, valorizzando il lavoro di squadra tra ricercatori e Grant Office. Il corso ha visto anche la partecipazione della Dott.ssa Carmen Fotino, Peer Review and Research Monitoring Manager presso Fondazione Telethon, anch’essa in veste di docente.
Per scaricare la presentazione completa, mostrata in occasione del corso, ecco il link di riferimento.
BANDO GIOVANI – EARLY CAREER AWARD – III° ED.
Dopo la grande partecipazione alla prima e della seconda edizione, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica investe nuovamente sui giovani ricercatori, emanando il Bando Giovani EARLY CAREER AWARD – III° Edizione. Come suggerito dal titolo stesso, con questa misura FRRB e Regione Lombardia rinnovano ancora il proprio impegno a sostenere i giovani ricercatori più promettenti che propongano progetti innovativi in ambito biomedico, permettendo loro di iniziare o di consolidare la propria carriera indipendente. Il bando è aperto a giovani italiani o stranieri che desiderino sviluppare un progetto di ricerca presso un ente del sistema sanitario regionale (ASST, IRCCS, ATS, Università, Organismi di Ricerca o AREU) con sede in Lombardia.
L’ente che gestirà il finanziamento dovrà garantire al Giovane Ricercatore le migliori condizioni affinché il progetto possa essere realizzato con successo. “Investire nella ricerca e nelle potenzialità dei singoli ricercatori è l’unica via per promuoverli e valorizzarli nel migliore dei modi – afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Per l’occasione, le aree identificate dal bando sono la medicina cardiovascolare, la medicina del sistema nervoso, l’oncologia e la farmacologia sperimentale. In vista del futuro, puntiamo sempre più a diventare un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale e, proprio per questo, siamo chiamati ad essere attenti e meticolosi nell’analizzare le esigenze del panorama medico contemporaneo. In questo modo saremo in grado di strutturare bandi mirati ed efficaci, a supporto di ricercatori e professionisti del settore capaci di offrire un contributo valido”.
Contributo massimo erogabile: € 750.000,00 per singolo Progetto della durata di 36 mesi.
Per maggiori informazioni in merito al bando in quanto tale, ecco il link di riferimento: https://frrb.it/bandi/bando-giovani-early-career-award-iii-ed/.
Milano, ecco i vincitori del progetto regionale “from bed to bench: the way to innovation”
Dietro alla realizzazione dell’iniziativa c’è la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), realtà meneghina che nasce con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la ricerca a 360°. “Per ogni singolo progetto della durata di 36 mesi è stato messo a disposizione un contributo massimo pari a 2 milioni di euro”, afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. Ulteriori considerazioni in merito giungono da Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di Amministrazione di FRRB: “Premiare il talento e, soprattutto, l’impegno: l’Italia è una fucina di professionisti, bisogna solo dar loro l’opportunità di esprimersi nel migliore dei modi”
A seguito del lancio ufficiale del bando avvenuto poco più di un anno fa, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) celebra ufficialmente a Palazzo Lombardia i 12 migliori progetti di ricerca che sono stati valutati da un panel di revisori internazionali indipendenti e, di conseguenza, hanno ricevuto il finanziamento. Il tutto rientra all’interno di un’iniziativa più ampia, ovvero il Bando “From Bed to Bench: the Way to Innovation”, per il quale è stata stanziata la cifra record di 24 milioni di euro. Ogni progetto di ricerca, a cui poteva essere attribuito un contributo di massimo 2 milioni, doveva sviluppare concetti e spunti appartenenti ad aree tematiche ben precise. In primo piano non poteva non esserci l’intelligenza artificiale e, di conseguenza, la sua applicazione nella diagnostica e nelle terapie. Ma non è tutto perché ci sono anche la Medicina di Precisione, e l’Innovazione Tecnologica, seguita a ruota dalle patologie cardio-polmonari connesse al Long COVID-19 e, in conclusione, dalla Fisiopatologia Endocrino-Metabolica.
Per quanto riguarda l’ultimo punto vengono contemplate anche le attività di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie correlate. “I singoli progetti, celebrati e premiati a seguito di un lungo processo di valutazione, appartengono a partenariati composti da un minimo di 2 a un massimo di 4 soggetti a scelta tra Aziende Socio Sanitaria Territoriali (ASST), Agenzie di Tutela della Salute (ATS), Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU), IRCCS di diritto pubblico e privato, Università e Organismi di Ricerca, tutti con sede operativa in Lombardia – afferma Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Inoltre, come nel caso dei precedenti Bandi regionali, ogni iniziativa è stata realizzata in Lombardia e si inserisce in un contesto di Medicina Personalizzata, in cui è possibile dimostrare di avere un potenziale utile per trasferire i risultati delle ricerche finanziate al Sistema Sanitario Regionale, tenendo conto delle implicazioni etiche, sociali e sanitarie dei risultati della ricerca”.
Entrando ancora più nel merito della lista dei progetti ammessi al finanziamento, la cui descrizione dettagliata è disponibile al seguente link, 7 di questi, a livello tematico, sono incentrati sulla Medicina di Precisione e l’Innovazione Tecnologica, 2 sull’intelligenza artificiale, 2 sulla Fisiopatologia Endocrino-Metabolica e, per ultimo ma non meno importante, uno sul Long COVID-19. “La ricerca ci insegna ogni giorno che c’è sempre qualcosa da migliorare e su cui lavorare – aggiunge Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Ci tengo anche a precisare un punto per noi davvero molto importante. Da sempre siamo attenti alla parità di genere e alle pari opportunità e, proprio per questo, abbiamo stabilito per questo bando l’obbligo dell’aderenza alla parità di genere all’interno dei partenariati proponenti; inoltre, a supporto dei giovani talenti, veniva premiato il coinvolgimento di giovani Under 40 nei gruppi di ricerca, con l’attribuzione di una premialità aggiuntiva in sede di valutazione”.
In conclusione, ecco le considerazioni a cura di Alessandro Fermi, assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione: “Dare spazio al talento è da sempre un segno distintivo di Regione Lombardia e questo bando ne è la prova tangibile. Questi dodici progetti rappresentano al meglio lo spirito di From Bed to Bench: The Way to Innovation: una ricerca che nasce nei luoghi di cura cresce nei laboratori e torna ai pazienti con soluzioni concrete, frutto di collaborazione e visione condivisa. Regione Lombardia crede profondamente nel valore della ricerca traslazionale, nella capacità di fare rete tra Università, Irccs, centri di ricerca e imprese, e nel ruolo strategico dei partenariati pubblico-privati per trasformare le idee in innovazione reale. Oggi celebriamo dunque non solo i vincitori, ma l’intero ecosistema lombardo della conoscenza, che continua a essere motore di eccellenza. Talento, visione e collaborazione: tre parole che danno identità a questi progetti ma anche all’intera strategia della nostra Regione”.
Per la news integrale su Il Giornale: https://blog.ilgiornale.it/furlan/2025/10/11/milano-ecco-i-vincitori-del-progetto-regionale-from-bed-to-bench-the-way-to-innovation/.
Sanità e AI: il boom vale 180 miliardi. E l’Europa insegue gli USA
Post di Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica
“La medicina è un’arte che esercitiamo in attesa di scoprirla”: mai banali le parole del noto poeta francese Émile Deschamps de Saint-Amand, il quale concentra l’attenzione, in particolar modo, sul concetto di scoperta. Quest’ultima, infatti, descrive alla perfezione il momento che stanno attraversando i principali settori operativi, in particolar modo l’universo sanitario, quando applicano l’intelligenza artificiale e, di conseguenza, ne scoprono le incredibili potenzialità.
Le prime conferme in merito a quanto appena scritto arrivano dagli Stati Uniti e, nello specifico, dal Time Magazine che per l’occasione riprende un sondaggio a cura dell’American Medical Association: entrando più nel dettaglio, attualmente più di 2 medici su 3, dopo un primo periodo di prova e “allenamento”, affermano di utilizzare l’intelligenza artificiale, o uno strumento “AI- based”, quotidianamente.
Nord America protagonista, ma l’Europa non resta a guardare
Dagli USA si passa al mondo intero grazie a Yahoo Finance che analizza l’evoluzione dello scenario legato all’applicazione dell’intelligenza artificiale in campo medico concentrando l’attenzione sul mercato di riferimento. A questo proposito, entro i prossimi 5 anni, si prevede che l’asset globale sfiorerà quota 180 miliardi di euro di fatturato (+619% sul 2024) con una crescita media annuale composta (CAGR) del 38%.
A livello prettamente geografico, il Nord America sarà protagonista perché, già oggi, detiene il 45% dell’intera business unit. E l’Europa? Non resta di certo ferma a guardare, infatti, il settore risulta in grande crescita grazie, in particolar modo, a contributi finanziari e progetti messi a terra sia da aziende private sia da enti pubblici.
Un’iniziativa made in Italy
Restando sulla stessa lunghezza d’onda, e sempre con lo sguardo rivolto all’Europa, risalta un’iniziativa 100% made in Europe, anzi 100% made in Italy: si tratta del Bando “From Bed to Bench: the Way to Innovation”, lanciato con l’obiettivo di promuovere la ricerca, i ricercatori e, allo stesso tempo, anche l’adozione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie in campo medico e scientifico. Attraverso quest’iniziativa verranno finanziati ben 12 progetti di ricerca (massimo 2 milioni a progetto), di cui 2 con focus proprio sull’AI e altri 7 sull’innovazione tecnologica applicata all’ambito della Medicina di Precisione.
Considerazioni aggiuntive legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’universo “health addicted”. Anzi, in realtà il focus ora si concentra su applicazioni a dir poco sorprendenti. Il primo passo in questo senso viene fatto grazie ad un recente studio, pubblicato su Nature, in cui un team di scienziati dell’Università di Stanford, specializzato in intelligenza artificiale, ha sviluppato a velocità record un trattamento innovativo per il COVID-19, utilizzando un laboratorio virtuale completamente basato sull’IA.
I laboratori virtuali corrono a velocità impensabili
In pochissimi giorni, un tempo impensabile per i laboratori tradizionali gestiti da esseri umani, il laboratorio virtuale ha sviluppato circa 100 nuove terapie a base di nanocorpi contro il COVID-19. Tra queste, due sono state rapidamente validate attraverso esperimenti reali, rivelandosi efficaci e dimostrando un notevole potenziale come trattamenti universali.
Per concludere, ecco un altro spunto interessante a firma di un gruppo di ricercatori i cui risultati, pubblicati su Biomedical and Pharmacology Journal hanno mostrato come gli algoritmi d’intelligenza artificiale possano essere utilizzati per analizzare i dati omici e, in seguito, aiutare i medici a capire se una terapia può essere tollerata oppure no dai singoli pazienti. In questo modo non solo è possibile offrire cure più mirate ed efficaci, ma anche salvaguardare la salute dei più bisognosi.
Per la news completa su Il Sole 24 Ore – Econopoly: https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2025/10/09/sanita-boom-europa-usa/.
Il mercato globale dell’AI in sanità crescerà fino a 180 miliardi di euro entro 5 anni
Il settore healthcare sta vivendo una vera AI revolution.
Secondo un sondaggio dell’American Medical Association, riportato dal Time Magazine, più di due medici su tre negli Stati Uniti utilizzano quotidianamente strumenti basati su intelligenza artificiale per diagnosi, analisi o gestione dei dati clinici. Un cambiamento culturale e tecnologico che sta ridefinendo il modo di fare medicina.
Un mercato in crescita vertiginosa
Come riportato da Yahoo Finance, il mercato globale dell’intelligenza artificiale in sanità raggiungerà entro cinque anni un valore di 180 miliardi di euro, con un aumento del +619% rispetto al 2024 e un CAGR del 38%.
Il Nord America guida la crescita con il 45% della quota di mercato, ma anche Europa e Italia stanno accelerando grazie a progetti e investimenti pubblici e privati.
L’Italia promuove l’innovazione con il bando “From Bed to Bench”
Un esempio concreto arriva dall’Italia con il bando “From Bed to Bench: the Way to Innovation”, promosso dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB).
Il programma, dal valore complessivo di 24 milioni di euro, finanzierà 12 progetti di ricerca, di cui due dedicati all’intelligenza artificiale e altri sette all’innovazione tecnologica nella Medicina di Precisione.
“L’intelligenza artificiale è ormai radicata nella nostra quotidianità e rappresenta uno strumento rivoluzionario per la ricerca medica”, ha dichiarato Andrea Donnini, Presidente della FRRB. “Occorre fidarsi dei professionisti e fornire loro mezzi e tecnologie per migliorare le performance e la qualità delle cure”.
Dalla diagnostica alla terapia: le applicazioni dell’AI nella medicina
Le applicazioni dell’AI nel settore sanitario sono sempre più numerose: dai laboratori virtuali agli algoritmi di analisi predittiva.
Un recente studio pubblicato su Nature dimostra come un team dell’Università di Stanford sia riuscito a sviluppare in pochi giorni, grazie a un laboratorio virtuale AI-based, oltre 100 terapie a base di nanocorpi contro il COVID-19, di cui due già validate con successo.
Un risultato impensabile nei tempi dei laboratori tradizionali.
AI e medicina personalizzata: analizzare i dati per curare meglio
Un altro studio, pubblicato sul Biomedical and Pharmacology Journal, mostra come gli algoritmi di intelligenza artificiale possano analizzare i dati omici per prevedere se una terapia sarà tollerata o meno da ciascun paziente.
Questa tecnologia consente di offrire cure più mirate, efficaci e sicure, rappresentando una svolta nella medicina personalizzata.
Una rivoluzione guidata dalla scoperta
Come ricordava il poeta Émile Deschamps de Saint-Amand, “la medicina è un’arte che esercitiamo in attesa di scoprirla”. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, questa scoperta è più vicina che mai.
Dalla ricerca alla pratica clinica, la tecnologia sta aprendo la strada a nuove terapie, diagnosi più rapide e un approccio alla salute sempre più umano e predittivo.
Per la news integrale su Ninja Marketing: https://www.ninja.it/ai-healthcare/.

