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BANDO GIOVANI – EARLY CAREER AWARD – III° ED. 

Dopo la grande partecipazione alla prima e della seconda edizione, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica investe nuovamente sui giovani ricercatori, emanando il Bando Giovani EARLY CAREER AWARD – III° Edizione. Come suggerito dal titolo stesso, con questa misura FRRB e Regione Lombardia rinnovano ancora il proprio impegno a sostenere i giovani ricercatori più promettenti che propongano progetti innovativi in ambito biomedico, permettendo loro di iniziare o di consolidare la propria carriera indipendente. Il bando è aperto a giovani italiani o stranieri che desiderino sviluppare un progetto di ricerca presso un ente del sistema sanitario regionale (ASST, IRCCS, ATS, Università, Organismi di Ricerca o AREU) con sede in Lombardia.  

L’ente che gestirà il finanziamento dovrà garantire al Giovane Ricercatore le migliori condizioni affinché il progetto possa essere realizzato con successo. “Investire nella ricerca e nelle potenzialità dei singoli ricercatori è l’unica via per promuoverli e valorizzarli nel migliore dei modi – afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Per l’occasione, le aree identificate dal bando sono la medicina cardiovascolare, la medicina del sistema nervoso, l’oncologia e la farmacologia sperimentale. In vista del futuro, puntiamo sempre più a diventare un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale e, proprio per questo, siamo chiamati ad essere attenti e meticolosi nell’analizzare le esigenze del panorama medico contemporaneo. In questo modo saremo in grado di strutturare bandi mirati ed efficaci, a supporto di ricercatori e professionisti del settore capaci di offrire un contributo valido”.

Contributo massimo erogabile: € 750.000,00 per singolo Progetto della durata di 36 mesi.  

Per maggiori informazioni in merito al bando in quanto tale, ecco il link di riferimento: https://frrb.it/bandi/bando-giovani-early-career-award-iii-ed/.

Milano, ecco i vincitori del progetto regionale “from bed to bench: the way to innovation”

Dietro alla realizzazione dell’iniziativa c’è la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), realtà meneghina che nasce con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la ricerca a 360°. “Per ogni singolo progetto della durata di 36 mesi è stato messo a disposizione un contributo massimo pari a 2 milioni di euro”, afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. Ulteriori considerazioni in merito giungono da Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di Amministrazione di FRRB: “Premiare il talento e, soprattutto, l’impegno: l’Italia è una fucina di professionisti, bisogna solo dar loro l’opportunità di esprimersi nel migliore dei modi”

A seguito del lancio ufficiale del bando avvenuto poco più di un anno fa, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) celebra ufficialmente a Palazzo Lombardia i 12 migliori progetti di ricerca che sono stati valutati da un panel di revisori internazionali indipendenti e, di conseguenza, hanno ricevuto il finanziamento. Il tutto rientra all’interno di un’iniziativa più ampia, ovvero il Bando “From Bed to Bench: the Way to Innovation”, per il quale è stata stanziata la cifra record di 24 milioni di euro. Ogni progetto di ricerca, a cui poteva essere attribuito un contributo di massimo 2 milioni, doveva sviluppare concetti e spunti appartenenti ad aree tematiche ben precise. In primo piano non poteva non esserci l’intelligenza artificiale e, di conseguenza, la sua applicazione nella diagnostica e nelle terapie. Ma non è tutto perché ci sono anche la Medicina di Precisione, e l’Innovazione Tecnologica, seguita a ruota dalle patologie cardio-polmonari connesse al Long COVID-19 e, in conclusione, dalla Fisiopatologia Endocrino-Metabolica.

Per quanto riguarda l’ultimo punto vengono contemplate anche le attività di prevenzionediagnosi e cura delle malattie correlate. “I singoli progetti, celebrati e premiati a seguito di un lungo processo di valutazione, appartengono a partenariati composti da un minimo di 2 a un massimo di 4 soggetti a scelta tra Aziende Socio Sanitaria Territoriali (ASST)Agenzie di Tutela della Salute (ATS), Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU), IRCCS di diritto pubblico e privatoUniversità e Organismi di Ricercatutti con sede operativa in Lombardia – afferma Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Inoltre, come nel caso dei precedenti Bandi regionaliogni iniziativa è stata realizzata in Lombardia e si inserisce in un contesto di Medicina Personalizzata, in cui è possibile dimostrare di avere un potenziale utile per trasferire i risultati delle ricerche finanziate al Sistema Sanitario Regionale, tenendo conto delle implicazioni etichesociali e sanitarie dei risultati della ricerca”.

Entrando ancora più nel merito della lista dei progetti ammessi al finanziamento, la cui descrizione dettagliata è disponibile al seguente link7 di questi, a livello tematico, sono incentrati sulla Medicina di Precisione e l’Innovazione Tecnologica2 sull’intelligenza artificiale2 sulla Fisiopatologia Endocrino-Metabolica e, per ultimo ma non meno importante, uno sul Long COVID-19. “La ricerca ci insegna ogni giorno che c’è sempre qualcosa da migliorare e su cui lavorare – aggiunge Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – Ci tengo anche a precisare un punto per noi davvero molto importante. Da sempre siamo attenti alla parità di genere e alle pari opportunità e, proprio per questo, abbiamo stabilito per questo bando l’obbligo dell’aderenza alla parità di genere all’interno dei partenariati proponenti; inoltre, a supporto dei giovani talenti, veniva premiato il coinvolgimento di giovani Under 40 nei gruppi di ricerca, con l’attribuzione di una premialità aggiuntiva in sede di valutazione”.

In conclusione, ecco le considerazioni a cura di Alessandro Fermi, assessore regionale a UniversitàRicerca e Innovazione: “Dare spazio al talento è da sempre un segno distintivo di Regione Lombardia e questo bando ne è la prova tangibile. Questi dodici progetti rappresentano al meglio lo spirito di From Bed to Bench: The Way to Innovation: una ricerca che nasce nei luoghi di cura cresce nei laboratori e torna ai pazienti con soluzioni concretefrutto di collaborazione e visione condivisaRegione Lombardia crede profondamente nel valore della ricerca traslazionale, nella capacità di fare rete tra UniversitàIrccscentri di ricerca e imprese, e nel ruolo strategico dei partenariati pubblico-privati per trasformare le idee in innovazione reale. Oggi celebriamo dunque non solo i vincitori, ma l’intero ecosistema lombardo della conoscenza, che continua a essere motore di eccellenza. Talento, visione e collaborazione: tre parole che danno identità a questi progetti ma anche all’intera strategia della nostra Regione”.

Per la news integrale su Il Giornale: https://blog.ilgiornale.it/furlan/2025/10/11/milano-ecco-i-vincitori-del-progetto-regionale-from-bed-to-bench-the-way-to-innovation/.

Sanità e AI: il boom vale 180 miliardi. E l’Europa insegue gli USA

Post di Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica

La medicina è un’arte che esercitiamo in attesa di scoprirla”: mai banali le parole del noto poeta francese Émile Deschamps de Saint-Amand, il quale concentra l’attenzione, in particolar modo, sul concetto di scoperta. Quest’ultima, infatti, descrive alla perfezione il momento che stanno attraversando i principali settori operativi, in particolar modo l’universo sanitario, quando applicano l’intelligenza artificiale e, di conseguenza, ne scoprono le incredibili potenzialità.

Le prime conferme in merito a quanto appena scritto arrivano dagli Stati Uniti e, nello specifico, dal Time Magazine che per l’occasione riprende un sondaggio a cura dell’American Medical Association: entrando più nel dettaglio, attualmente più di 2 medici su 3, dopo un primo periodo di prova e “allenamento”, affermano di utilizzare l’intelligenza artificiale, o uno strumento “AI- based”, quotidianamente.

Nord America protagonista, ma l’Europa non resta a guardare

Dagli USA si passa al mondo intero grazie a Yahoo Finance che analizza l’evoluzione dello scenario legato all’applicazione dell’intelligenza artificiale in campo medico concentrando l’attenzione sul mercato di riferimento. A questo proposito, entro i prossimi 5 anni, si prevede che l’asset globale sfiorerà quota 180 miliardi di euro di fatturato (+619% sul 2024) con una crescita media annuale composta (CAGR) del 38%.

A livello prettamente geografico, il Nord America sarà protagonista perché, già oggi, detiene il 45% dell’intera business unit. E l’Europa? Non resta di certo ferma a guardare, infatti, il settore risulta in grande crescita grazie, in particolar modo, a contributi finanziari e progetti messi a terra sia da aziende private sia da enti pubblici.

Un’iniziativa made in Italy

Restando sulla stessa lunghezza d’onda, e sempre con lo sguardo rivolto all’Europa, risalta un’iniziativa 100% made in Europe, anzi 100% made in Italy: si tratta del Bando “From Bed to Bench: the Way to Innovation”, lanciato con l’obiettivo di promuovere la ricerca, i ricercatori e, allo stesso tempo, anche l’adozione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie in campo medico e scientifico. Attraverso quest’iniziativa verranno finanziati ben 12 progetti di ricerca (massimo 2 milioni a progetto), di cui 2 con focus proprio sull’AI e altri 7 sull’innovazione tecnologica applicata all’ambito della Medicina di Precisione.

Considerazioni aggiuntive legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’universo “health addicted”. Anzi, in realtà il focus ora si concentra su applicazioni a dir poco sorprendenti. Il primo passo in questo senso viene fatto grazie ad un recente studio, pubblicato su Nature, in cui un team di scienziati dell’Università di Stanford, specializzato in intelligenza artificiale, ha sviluppato a velocità record un trattamento innovativo per il COVID-19, utilizzando un laboratorio virtuale completamente basato sull’IA.

I laboratori virtuali corrono a velocità impensabili

In pochissimi giorni, un tempo impensabile per i laboratori tradizionali gestiti da esseri umani, il laboratorio virtuale ha sviluppato circa 100 nuove terapie a base di nanocorpi contro il COVID-19. Tra queste, due sono state rapidamente validate attraverso esperimenti reali, rivelandosi efficaci e dimostrando un notevole potenziale come trattamenti universali.

Per concludere, ecco un altro spunto interessante a firma di un gruppo di ricercatori i cui risultati, pubblicati su Biomedical and Pharmacology Journal hanno mostrato come gli algoritmi d’intelligenza artificiale possano essere utilizzati per analizzare i dati omici e, in seguito, aiutare i medici a capire se una terapia può essere tollerata oppure no dai singoli pazienti. In questo modo non solo è possibile offrire cure più mirate ed efficaci, ma anche salvaguardare la salute dei più bisognosi.

Per la news completa su Il Sole 24 Ore – Econopoly: https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2025/10/09/sanita-boom-europa-usa/.

Il mercato globale dell’AI in sanità crescerà fino a 180 miliardi di euro entro 5 anni

Il settore healthcare sta vivendo una vera AI revolution.

Secondo un sondaggio dell’American Medical Association, riportato dal Time Magazinepiù di due medici su tre negli Stati Uniti utilizzano quotidianamente strumenti basati su intelligenza artificiale per diagnosi, analisi o gestione dei dati clinici. Un cambiamento culturale e tecnologico che sta ridefinendo il modo di fare medicina.

Un mercato in crescita vertiginosa

Come riportato da Yahoo Finance, il mercato globale dell’intelligenza artificiale in sanità raggiungerà entro cinque anni un valore di 180 miliardi di euro, con un aumento del +619% rispetto al 2024 e un CAGR del 38%.

Il Nord America guida la crescita con il 45% della quota di mercato, ma anche Europa e Italia stanno accelerando grazie a progetti e investimenti pubblici e privati.

L’Italia promuove l’innovazione con il bando “From Bed to Bench”

Un esempio concreto arriva dall’Italia con il bando From Bed to Bench: the Way to Innovation, promosso dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB).

Il programma, dal valore complessivo di 24 milioni di euro, finanzierà 12 progetti di ricerca, di cui due dedicati all’intelligenza artificiale e altri sette all’innovazione tecnologica nella Medicina di Precisione.

L’intelligenza artificiale è ormai radicata nella nostra quotidianità e rappresenta uno strumento rivoluzionario per la ricerca medica”, ha dichiarato Andrea Donnini, Presidente della FRRB. “Occorre fidarsi dei professionisti e fornire loro mezzi e tecnologie per migliorare le performance e la qualità delle cure”.

Dalla diagnostica alla terapia: le applicazioni dell’AI nella medicina

Le applicazioni dell’AI nel settore sanitario sono sempre più numerose: dai laboratori virtuali agli algoritmi di analisi predittiva.

Un recente studio pubblicato su Nature dimostra come un team dell’Università di Stanford sia riuscito a sviluppare in pochi giorni, grazie a un laboratorio virtuale AI-based, oltre 100 terapie a base di nanocorpi contro il COVID-19, di cui due già validate con successo.

Un risultato impensabile nei tempi dei laboratori tradizionali.

AI e medicina personalizzata: analizzare i dati per curare meglio

Un altro studio, pubblicato sul Biomedical and Pharmacology Journal, mostra come gli algoritmi di intelligenza artificiale possano analizzare i dati omici per prevedere se una terapia sarà tollerata o meno da ciascun paziente.

Questa tecnologia consente di offrire cure più mirate, efficaci e sicure, rappresentando una svolta nella medicina personalizzata.

Una rivoluzione guidata dalla scoperta

Come ricordava il poeta Émile Deschamps de Saint-Amand, “la medicina è un’arte che esercitiamo in attesa di scoprirla”. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, questa scoperta è più vicina che mai.

Dalla ricerca alla pratica clinica, la tecnologia sta aprendo la strada a nuove terapie, diagnosi più rapide e un approccio alla salute sempre più umano e predittivo.

Per la news integrale su Ninja Marketing: https://www.ninja.it/ai-healthcare/.

La Ricerca che ti salva la Vita: un viaggio dietro le quinte della scienza che cambia il Servizio Sanitario

Immagina di entrare in un ospedale. Forse ci vai per una visita di controllo, o per accompagnare una persona cara. Dietro a ogni cura, a ogni farmaco, a ogni protocollo, c’è qualcosa che non si vede subito: una lunga storia di ricerca, fatta di intuizioni geniali, esperimenti rigorosi e anni di lavoro silenzioso.

Questa storia si chiama ricerca biomedica, ed è il cuore pulsante che tiene vivo il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Senza ricerca, nessuna innovazione arriverebbe al letto di ospedale. Nessun nuovo trattamento sconfiggerebbe un tumore. Nessuna terapia migliorerebbe la qualità di vita di chi combatte una malattia rara.

Eppure, non tutti sanno quanto sia strategica questa attività. La legge italiana lo afferma con chiarezza: la ricerca biomedica non è un lusso. È una funzione essenziale del nostro sistema sanitario. Un investimento che ritorna in salute, equità e speranza.

Clicca qui per leggere l’articolo completo.

Autori

Dr. Gaetano Guglielmi e Dr.ssa Paola Rebagliati, Dr.ssa Veronica Comi

FRRB e l’Alto Adige insieme per promuovere la ricerca

La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), realtà specializzata nella valorizzazione e nella promozione della ricerca all’interno dell’universo sanitario e in particolar modo nel campo delle Scienze della Vita, continua il suo percorso di crescita, stipulando una nuova partnership strategica. In questo caso 100% made in Italy.

Entrando più nel dettaglio, la Fondazione ha chiuso un accordo quadro con la Provincia di Bolzano. L’obiettivo? L’emanazione congiunta di bandi a sostegno di progetti di ricerca scientifica nell’ambito delle scienze della vita (Life Sciences), in particolare della biomedicina. “Diventare un punto di riferimento per il settore sia in Italia sia all’estero: questo è il nostro obiettivo – dichiara Andrea Donnini, presidente del Consiglio di Amministrazione di FRRB – Anno dopo anno, la Fondazione cresce sia in termini di personale sia di importanza per la Lombardia e per l’Italia in generale. Avviare questa collaborazione con l’intero Alto Adige, culla di progetti di ricerca estremamente innovativi, rappresenta al meglio la nostra ambizione ed è un esempio concreto del livello che vogliamo raggiungere”.  

Ulteriori considerazioni in merito giungono dal Direttore Generale della stessa FRRB, ovvero Veronica Comi: “Dalla nostra nascita avvenuta nel 2011 abbiamo fatto passi da gigante. E ne abbiamo in programma molti altri per acquisire una posizione di rilievo all’interno del panorama sanitario italiano, europeo e mondiale. Ne sono una prova la recente missione compiuta in Giappone, momento dal grande valore relazionale e di confronto. La collaborazione strutturata con la Provincia di Bolzano e con l’intero Alto Adige è un nuovo passo concreto verso la condivisione e la costruzione di una cultura della ricerca sempre più ampia, sostenuta da basi solide e, allo stesso tempo, perfettibile”.

Come diceva il buon Galileo Galilei… “Chi mira più in alto si differenzia più altamente”: non esiste citazione o frase più azzeccata per descrivere ad oggi la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica che, passo dopo passo, amplia i propri orizzonti ed emerge per organizzazione, professionalità e visione.

Per ulteriori informazioni: https://news.provincia.bz.it/it/news/l-alto-adige-sigla-una-partnership-per-la-ricerca-con-la-lombardia.